Convergenza fisso-mobile, boom della banda larga in Europa, dove il pubblico sta diventando sempre più
internet-dipendente, crisi dei media tradizionali, sia di ascolti, sia nella conseguente capacità di attrarre
investimenti pubblicitari, una ripresa degli investimenti in IT anche in Italia. Queste, in estrema sintesi,
le notizie, o meglio gli slogan che ci hanno raggiunto in questi ultimi mesi, a testimoniare una buona salute
e una dinamica vivace della Net Economy, con una temperatura in costante miglioramento.
Questo sembra il momento dei grandi sorpassi: in generale il tempo dedicato a TV e quotidiani segna cali costanti,
mentre il Web registra crescite sorprendenti. Si “dà la colpa” alla banda larga, ma anche l’accesso al Web delle
nuove generazioni, insieme all’offerta di potenti strumenti di aggregazione online, sembrano avere responsabilità
importanti.
Gli italiani passano su internet 4,77 giorni a settimana (contro i 4,54 di un anno fa), con una crescita delle ore
nel web da 8,4 nel 2005 a 12,1 del 2006 (+44%).
Gli investimenti IT delle aziende hanno ricominciato a muoversi, anche se lentamente, lanciando qualche segnale di
ottimismo.
La convergenza Internet/telefonia mobile è in atto, con una crescente diffusione della banda larga anche come modalità
di collegamento mobile. I numeri non sono trascurabili: due miliardi di persone sono dotate di telefono cellulare e si
prevede che nel giro di cinque anni raddoppino, mentre gli internauti hanno raggiunto il miliardo.
L’Italia è all’avanguardia nei servizi di eGovernment, dove si colloca ben al di sopra della media europea (60%
contro il 40%), ma l’uso di tali servizi va a rilento: le aziende sono allineate con la media europea, i cittadini
sono molto al di sotto.